Risurrezioni di bandiera
I sindacati non alzano le barricate sui numeri di Sacconi e il piano Sabelli
Saranno 3.250 i lavoratori in esubero nella nuova Alitalia. A questi vanno aggiunti 2.750 in outsourcing. Lo ha annunciato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, in una conferenza stampa che ha chiuso la prima giornata di confronto tra governo, vertici della compagnia e sindacati.

Saranno 3.250 i lavoratori in esubero nella nuova Alitalia. A questi vanno aggiunti 2.750 in outsourcing. Lo ha annunciato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, in una conferenza stampa che ha chiuso la prima giornata di confronto tra governo, vertici della compagnia e sindacati. Il presidente della Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno, e l’amministratore delegato, Rocco Sabelli, hanno presentato il piano industriale, che prevede di mantenere anche le rotte internazionali. I sindacati sperano in ulteriori miglioramenti, ma sono abbastanza soddisfatti. Le critiche più dure arrivano dall’opposizione, con il segretario di Rifondazione comunista che parla di “un piano sbagliato e pericoloso”, mentre il presidente del Lazio, Piero Marrazzo, conferma di voler portare la regione nell’azionariato della nuova compagnia per tutelare il ruolo dell’aeroporto di Fiumicino e il futuro dei lavoratori laziali e presto presenterà in giunta una proposta di legge per un “distretto del volo” (iniziative che secondo Guglielmo Epifani, Cgil, “creano un po’ di confusione”). Anche il segretario del Pd Walter Veltroni è intervenuto: “Il sindacato ha sbagliato a non capire che Air France era la soluzione migliore”.